Server2Go: un webserver nella chiavetta USB
Marzo 4th, 2010Vi è mai capitato di dover distribuire una versione beta di una vostra applicazione PHP+Apache+ Mysql ad un cliente o dover mostrare il vostro portfolio di applicazioni o siti web ? A me si, ed è sempre un problema: si può installare tutto l’insieme di programmi sul PC del cliente (cosa spesso non fattibile per molti motivi…) o cercare di installare l’applicazione su un server pubblico, cosa tipicamente pericolosa e poco pratica trattandosi di codice spesso non ancora definitivo, dunque mi sono messo a cercare e ho scovato un’ottima distribuzione WAMP (Windows Apache Mysql PHP) portatile: Server2Go.
Server2Go è un completo ambiente PHP che praticamente gira su una chiavetta USB senza “inquinare” il PC; è costantemente aggiornato e completo di tutto: Apache 2.0.58, Mysql 5.0.41, PHP 5.2.3 e SQLite 2;
Ecco come si usa: è sufficiente scompattare il file che si trova nella sezione download su una comune chiavetta USB da 256MB o masterizzare il tutto su CDROM, è completamente autonoma e non necessita dunque di installazione. Per avviare la distribuzione è sufficiente eseguire un normale EXE.
Con questa operazione viene avviato un server Apache sulla porta 4001 e un server Mysql sulla porta 7188 (in ogni caso sono configurabili), cosa che scongiura conflitti con server già presenti sul PC. L’ambiente è già preconfigurato con l’ultima versione di PHP zeppo di ogni sorta di estensione o modulo aggiuntivo (ne esiste anche una versione lite con lo stretto necessario). Tramite il file pms_config.ini è inoltre possibile personalizzare il tutto in molti modi: per fare alcuni esempi si può cambiare lo splash-screen con una propria immagine png o decidere di eseguire all’avvio un certo browser che punta direttamente ad un determinato URL o cose del genere.
E’ distribuito con licenza donationware il che significa che possiamo distribuirlo gratuitamente senza problemi ma per un uso commerciale si ha l’obbligo “morale” di effettuare una donazione a piacere, cosa che inoltre permette di scaricare alcuni programmi in più quali un browser semplificato,SimpleBrowser, privo della barra e dei menu e dei vari orpelli: si tratta di un container nel quale viene fatto girare il motore di Internet Explorer che permette di trasformare una web application in una specie di applicazione desktop..
Insomma una soluzione efficace ad uno dei tanti problemi che capitano al povero sviluppatore….
Introduzione a Linux!
Marzo 4th, 2010
Uso Linux per tanti motivi, soprattutto come server Internet e ovviamente ne penso tutto il bene del mondo. E’ gratuito, è sicuro, facile,veloce… gli aggettivi si sprecano: l’unico problema e’ che ancora oggi (nonostante l’encomiabile lavoro dello staff di distribuzioni come Ubuntu o simili) non risulta semplicissimo da usare per chi proviene dal mondo Windows.
Di tanto in tanto mi capita di tenere corsi introduttivi su Linux e nel tempo ho preparato delle brevi dispense. Ho pensato che magari potrebbero interessare qualcuno alle prime armi e così ho deciso di pubblicarle in rete. Le dispense sono in pdf e sono in versione molto preliminare, immagino dunque non esenti da errori ed imprecisioni… in ogni caso sono distribuite as-is e con licenza GPL. Gli esempi proposti dovrebbero essere distro-indipendent, io in ogni caso usoFedora Core. Ovviamente sono ben accetti commenti e proposte di modifica di qualsiasi genere:
Undestanding Web Design
Marzo 4th, 2010Segnalo l’articolo di Jeffrey Zeldman “Understanding Web Design” apparso su “A list apart” il 20 novembre scorso. Tratta in maniera perfetta un tema su cui ho sempre riflettuto: troppi siti vengono realizzati per esser “belli da vedere”, “d’effetto”, “stupefacenti”, “incredibili” e via dicendo. Nascono così piccoli o grandi Cattedrali nel deserto: servizi e siti che non guarda nessuno e nessuno usa, o quasi: diciamo perfettamente inutili.
Poi arrivano alcuni web design, quelli veri (pochi a dir la verità) che applicano al web concetti quali “utilità”, “usabilità”, “user driven design”, “pragmatismo”, “web standard” e creano dei siti con un layout essenziale ma perfettamente funzionale allo scopo del sito.
Poi arriva la gente e se ne frega altamente della grafica mozzafiato, delle sfumature, degli elementi grafici elaboratissimi e usa quotidianamente servizi come google, del.icio.us, twitter, facebook, flickr… Nell’articolo Zeldman fa un paragone a mio parere eccezionale: un buon design web dovrebbe essere (non in tutti i casi ovviamente) come il carattere Helvetica: semplice ed essenziale, dovrebbe sparire e sacrificarsi per dare spazio alla comunicazione.
Per chi fosse interessate a questo argomento segnalo inoltre un ottimo testo (solo in inglese e a pagamento, ma costa poco…) scaricabile in pdf dahttp://www.webdesignfromscratch.com/save-the-pixel-book.cfm di Ben Hunt(quello di Web design from sratch).

